Dalla rubrica "Carta canta" di Marco Travaglio dell'1 Febbraio 2006.
Quanto conta la cultura
"Ho un curriculum di studi rilevantissimo: se c'è qualcuno che s'è nutrito nella sua vita di molte buone letture, questo è il presidente del Consiglio".
(Silvio Berlusconi, 27 gennaio 2005).
"Sebbene io sia titolare della più importante casa editrice italiana, devo ammettere che probabilmente da vent'anni non ho più letto un romanzo".
(Ansa, 3 agosto 2003).
Vi segnalo un sito che sostiene una proposta di legge che mira a cambiare la costituzione del Consiglio d'amministrazione della Rai.
Non fatevi abbagliare dalla questione politica, qui non si tratta di destra o di sinistra. Qui si tratta di libertà.
Con la norma attuale il Cda della Rai e tutte le procedure per le nomine e le elezioni dei vari dirigenti sono nelle mani dei PARTITI. Ovviamente in base alla maggioranza di Governo, il cda della Rai sarà di orientamento politico, di destra o di sinistra.
A me non pare giusto che questa sia definita libertà. Libertà vuol dire al di sopra di destra/sinistra.
Noi paghiamo il canone: che diritto ha un Rutelli, un Fassino, un D'Alema, un Berlusconi, un Fini o un Casini di DECIDERE cosa io debba vedere la sera?
Perchè se esistono tanti bravi artisti televisivi, altri meno, ma comunque COMPETENTI, i programmi televisivi debbano COMUNQUE essere varati da dei politici?
Non è possibile avere una TV guidata da giornalisti, artisti, comici, professori, cabarettisti anzichè guidata da POLITICI?
Un pò tutti siamo sdegnati da questa classe politica [e per "questa" intendo dall'estrema destra all'estrema sinistra, politici capaci a litigare piuttosto che occuparsi delle vicende urgenti CONCRETE] e dalla Rai [ma non solo da quella degli ultimi 5 anni, prima non è mai stata meglio] e nessuno vuole che nel caso vinca la sinistra il cda diventi di SINISTRA o che nel caso rivinca la destra il cda resti di DESTRA.
Questa è una questione di libertà nostra, di scegliere cosa vedere. Noi in questo momento siamo sottomessi a quel che decide il governo in base a come va la tendenza politica.
Non è giusto.
Un elettore di sinistra che vede la sua fazione politica all'opposizione non deve esser costretto a vedere programmi tv filtrati dal partito di destra.
Un elettore di destra che vede la sua fazione politica all'opposizione non deve esser costretto a vedere programmi tv filtrati dal partito di sinistra.
Guardate nel sito indicato la proposta di legge, cosa cambia o comunque, se non avete voglia e vi fidate di quel che ho scritto su, controllate il calendario per vedere dove e quando sono i banchetti per firmare.
NO AL PONTE – DIFENDIAMO LO STRETTO DI MESSINA
APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE DELLO STRETTO
La manifestazione per lo Stretto di Messina, promossa per domenica 22 gennaio 2006 (raduno ore 10,00 a piazza Cairoli, Messina) dalla Rete Noponte,
si ispira ad un modello di società basato su principi ecosostenibili e solidali e intende difendere la ricchezza paesistica, ambientale e naturalistica
del mare e delle terre tra Calabria e Sicilia, vera grande risorsa turistica, in un luogo unico nella storia e nella cultura del Mediterraneo che va
difeso da interventi il cui impatto sarebbe irreversibile. La Manifestazione per lo Stretto di Messina vuole riportare le popolazioni al centro dei processi decisionali che riguardano i progetti che hanno impatto sul loro territorio.
In questa zona ad levato rischio sismico e dai precari equilibri urbanistici e territoriali, il Governo, nonostante evidenti carenze progettuali
e la crescente opposizione della popolazione, sta portando avanti la realizzazione di un ponte che vorrebbe collegare le due sponde dello Stretto,
ad unica campata della lunghezza di 3.300 metri, con doppio impalcato stradale e ferroviario, per un costo prudenziale stimato, oggi, a consuntivo
in circa 6 miliardi di euro (quando il costo reale dell’opera, per l’aumento dei prezzi dei materiali, delle compensazioni ambientali e del calcolo sbagliato sulla durata dei cantieri, almeno 12 invece di 6 anni, portano a stime che si aggirano tra i 7,5 e i 9 miliardi di euro).
La scelta governativa è stata imposta ai cittadini italiani e alle città di Messina e Villa San Giovanni, sfruttando i meccanismi antidemocratici di semplificazione e accelerazione delle procedure della cosiddetta Legge Obiettivo (L. n. 443/2001), che prevede in tutta Italia la realizzazione
(senza alcuna seria analisi degli impatti ambientali e del calcolo costi/benefici per la comunità) di oltre 250 interventi per una spesa complessiva preventivata di 264 miliardi di euro ed elevatissimi costi ambientali e sociali. Anche la TAV, che vede mobilitati migliaia di cittadini in Val di Susa,
è figlia della stessa Legge Obiettivo, che vorrebbe imporre loro costi sociali ed ambientali ingenti, senza verifiche approfondite e senza la volontà
della popolazione che dovrebbe subire per oltre 15 anni, lavori e danni anche sanitari incalcolabili
Nonostante ben 3 indagini in corso della DIA di Roma per turbativa d’asta in merito alla gara del general contractor già espletata; per falso in atto pubblico e sottrazione di documenti sul parere reso dalla commissione speciale VIA del Ministero dell’Ambiente; per infiltrazioni mafiose
(che hanno già visto l’arresto di personaggi.legati alla criminalità organizzata, pronti ad investire ben 5 miliardi di euro per la realizzazione del ponte) e nonostante la messa in mora del governo italiano da parte dell’Unione Europea per la violazione di due direttive comunitarie, il Governo
insiste senza tentennamenti, nel continuare a lanciare questa sfida avventata e distruttiva che noi raccogliamo con la Manifestazione per lo Stretto promossa per domenica 22 gennaio 2006.
Noi riteniamo che questa sia una sfida sbagliata:
- per il progresso tecnologico. Non esiste ponte al mondo, stradale e ferroviario, ad unica campata che superi i 1.900 metri. Allo stato attuale delle conoscenze un ponte ad unica campata di 3.300 metri di lunghezza, come quello voluto dal Governo, potrebbe essere costruito solo tra 100 anni.
- per i conti pubblici. Stime ufficiali prevedono che il traffico stradale previsto nel 2032 sia di soli 18.500 autoveicoli al giorno, quando (se davvero si volesse ripagare il ponte con i pedaggi) bisognerebbe garantirne perlomeno 100.000, con le conseguenze prevedibili per le aree urbane di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria; il traffico ferroviario è modesto ma le FS dovranno pagare una gabella annua, quando il ponte andrà in esercizio, di 138 milioni di euro per contribuire a ripagarlo e per garantirne gli elevatissimi costi di gestione.
- per l’economia del Sud. I 6 miliardi (che potrebbero diventare tra i 7,5 e i 9) a consuntivo e i 138 milioni l’anno, per oltre 40 anni, potrebbero essere meglio impiegati per il potenziamento e l’ammodernamento delle reti stradali e ferroviarie siciliane e calabresi, per la ristrutturazione degli scali portuali e aeroportuali o da trasformare in aeroporti civili (come Comiso e Sigonella) e per incentivare il trasporto via mare e aereo di merci e passeggeri. Mentre il mondo intero promuove le autostrade del mare come mezzo più economico ed ecologico per il trasporto delle merci, in Italia si vuole rendere carrabile il braccio di mare che separa la Sicilia dal continente.
- per il lavoro nel Mezzogiorno. L’occupazione temporanea nei 7 anni di cantiere, stimata dal Governo, è gonfiata del 100% e sarà richiesta manodopera ad alta specializzazione che escluderà le maestranze locali mentre si nasconde che, a regime, verranno tagliati centinaia di posti di lavoro tra gli addetti del traghettamento.
- per l’ambiente- Con opere, cantieri, discariche e cave si devasta un habitat unico nel Mediterraneo per la ricchezza della biodiversità e 11 tra siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale, tutelate dall’Europa; la qualità della vita di decine di migliaia di cittadini che vivono sulle due sponde, sarà compromessa definitivamente.
- per il territorio. Dicono che il ponte reggerà sismi anche elevati, ma solo il 25 % delle case di Messina e Reggio Calabria sono in sicurezza antisismica. In caso di terremoto, le due città si trasformerebbero in due cimiteri.
Noi rispondiamo all’avventurismo del Governo chiedendo con la Manifestazione per lo Stretto del 22 gennaio di:
1) non perfezionare alcun accordo con il General Contractor per evitare qualunque danno ai conti pubblici, tanto più che ancora non si conoscono gli esiti delle indagini in corso e delle procedure d’infrazione europee;
2) impiegare i 6 miliardi di euro (che potrebbero diventare tra i 7,5 e i 9) previsti a consuntivo per la realizzazione del ponte per adeguare e potenziare invece le infrastrutture esistenti in Calabria e Sicilia;
3) cancellare l’aiuto di Stato di 138 milioni di euro, garantito attraverso RFI, alla Stretto di Messina SpA;
4) rivedere la posizione degli enti pubblici nei confronti della Stretto di Messina S.p.a, con l’obiettivo del progressivo superamento del suo attuale assetto, al fine di una reale promozione delle infrastrutture realmente utili al Sud, sulla base di un piano di investimenti, frutto di un ampio confronto tra le popolazioni e gli enti locali.
E, che dire .. mi spiace immensamente non poterci essere.
EDITO per far sapere a chi fosse interessato e fosse passato di qui l'esito della manifestazione
Eccoci qui.
In questo 25 Novembre, giorno dello sciopero nazionale indetto dai sindacati contro la Finanziaria 2006 e la legge sul Tfr varate dal governo di centrodestra.
Eccoci qui, ad evitare di voler tirare le somme sui commenti del nostro beneamato Presidente del Consiglio [ "è inutile .. un rito ritrito" - essì, sara' trito e ritrito ma resta pur sempre uno strumento di DEMOCRAZIA ] ma anche a voler evitare commenti di qualsiasi altro genere.
L'unica cosa che mi preme "dimostrare" e' quanto sia semplice, al giorno d'oggi, dire baggianate ed esser creduti.
La fonte e' il sito de "Il Giornale", l'articolo cui faccio riferimento e' il seguente per chi volesse informarsi [ nel caso in cui non si visualizzasse correttamente,
basta cercarlo tra gli articoli del 25.11.2005 ]
Il premier afferma testuali parole, l'argomento sono i sondaggi politici che darebbero la Casa delle Libertà in parità con l'Unione:
[ ... ] Trattasi di un sondaggio di Euromedia Research, e Berlusconi spiega: "Ecco qui: la Casa delle libertà è al 48,6% con tutti quei partiti che naturalmente pensiamo
vengano con noi, tra cui Alleanza sociale della Mussolini, la nuova Democrazia cristiana, la Giovane Italia... l'Unione invece è al 48,7%... Io ho detto 48 pari, ma voi
sapete che statisticamente un punto, qui poi siamo allo 0,1%, è una differenza che non esiste, praticamente in parità come avevo detto ". [ ... ]
Queste parole affermate oggi [ ripeto, 25/11/2005 ] , a quanto dice Il Giornale.
Ecco cos'ho trovato, cercando su internet a proposito di questa Euromedia Research: qui il link per chi volesse vedere direttamente coi suoi occhi.
[ ... ] "Con la nuova legge c'è uno scarto di 50 seggi circa a favore del Centrosinistra alla Camera. L'Unione si attesta attorno al 50%, mentre la casa dei moderati è al 46,5%".
Così il direttore di Euromedia Research, Alessandra Ghisleri, intervistato da Affari. [ ... ]
Ora, questa intervista e' datata 16/10/2005 poco meno di un mese ad oggi.
A me non importa, in questa sede, discutere o gioire per i risultati dei sondaggi, non e' questo l'intento. L'obiettivo e' un altro, purtroppo porta ad una constatazione piu' triste.
A prescindere dal fatto che, in riferimento al primo articolo quello del Giornale, la somma di 48.6 e di 48.7 fa 97.3 quindi mancano ben 2.7 punti percentuali che non
si sa dove finiscano secondo il premier, ditemi voi come puo' essere che una rilevazione fatta ai primi di Ottobre sia così fortemente diversa da una fatta a poco piu' di metà Novembre.
Comprendo che sono avvenuti tanti eventi in questo periodo, comprendo anche che esiste della gente indecisa, ma che si passi dal 46.5 ad un 48.6 in riferimento ad un voto politico e quindi con una quantità esorbitante di gente che avrebbe cambiato idea [ per rientrare in quel 2% che differenzia le stime da Ottobre a Novembre ] mi pare lievemente eccessivo.
Tutto e' possibile, per carità. Ma se ben ricordo, il Presidente del Consiglio sostiene la parità anche da prima dell'Ottobre 2005, quindi qui c'e' qualcosa che non va,
lo dimostrano perfino i dati dell'Euromedia Research, società alla quale lui stesso fa riferimento.
Concludo brevemente: COME SI FA A CREDERE AD UNO COSI' QUANDO SE NE ESCE LANCIANDO "LA COLOSSALE OPERAZIONE VERITA' " - novità di quest'oggi.
COLUI CHE SI VANTA REGISTA DI QUESTA OPERAZIONE VERITA' COME FA A SOSTENERE CON CONVINZIONE DEI DATI CHE SONO TUTT'ALTRO CHE CONFERMATI,
MA CHE RISULTANO SFASATI A DISTANZA DI UN MESE?
Direi che l'ipotesi con cui e' iniziato questo post [ " L'unica cosa che mi preme dimostrare e' quanto sia semplice, al giorno d'oggi, dire baggianate ed esser creduti" ] e' stata ampiamente dimostrata! - C.V.D. !
Meditiamo e prepariamoci al bombardamento mediatico che il Regista della Colossale operazione verità preparera' sulle 5 reti televisive principali. E onore a chi ne uscirà sopravvissuto!
Alla faccia di chi e' incapace a capire cosa sono le CHAT convinto che siano luoghi di perdizione.
Chissa', forse adesso che una STUDIOSA ha detto certe cose sara' piu' facile credere ai propri figli/amici/conoscenti che continuano ad insistere sul fatto che passare 2 ore in chat non vuol dire scappare dal mondo perche' si e' incapaci a vivere o relazionarsi con la gente
. A volte, l'accusa di "chiusura" che riceviamo [mi includo tra i chattaroli] e' da girare al mittente: imparate ad accettare chi vive una cosa diversamente da come la vivete voi.
"Si parla di acrobati - spiega Michela Drusian - perché il discorso si gioca sulle cornici, sui contesti dell'esperienza on- e off-line e sulla capacità che i giovani hanno di muoversi agevolmente da un contesto all'altro. Come insegna il sociologo Karl Mannheim, i giovani infatti sono più leggeri degli adulti perché non hanno la zavorra del senso comune da portarsi dietro". Da qui l'abilità nel fruire di un mezzo di comunicazione tanto inviso a chi non lo conosce. Altro che fuga dal confronto con la vita sociale reale.
I ragazzi - prosegue la ricercatrice - sanno riconoscere dove sono e chi sono in quel momento e sanno dare il giusto significato: che sia sperimentazione, dialogo o divertimento. Quando parlano delle loro esperienze in chat lo fanno con molta leggerezza; sanno che è un luogo dove si trovano molte bugie, molto sesso parlato, ma sanno come difendersi. Gli aspetti negativi del mezzo li conoscono e non gli interessano. Sono quelli positivi che cercano".
I ragazzi possono perdere facilmente il senso del tempo e passare ore come fossero minuti, ma non si perde il senso del sé. Si è consapevoli che ciò che si mette in scena on line è diverso da quello che c'è off". Una consapevolezza questa del tutto assente nell'ambito del senso comune: "Si fa ancora fatica a metabolizzare la chat come mezzo di comunicazione - nota la sociologa - perché domina ancora una fisicità rilevante e non priva di forme di controllo. Ma quando la chat diventerà uno strumento quotidiano come il telefono, allora l'idea di pericolo e gli allarmi verranno traslati su qualche altra cosa".
[ Fonte: Repubblica, 07/11/05 - Intervista a Michela Drusian, ricercatrice presso il dipartimento di Sociologia dell'Università di Padova ]
La nuova legge sul falso in bilancio approvata dalla maggioranza di centrodestra ha tra le altre cose ridotto da sette a quattro anni il termine di prescrizione del reato.
E' una sentenza attesa - dice Gaetano Pecorella, difensore di Berlusconi - E' stata applicata una legge che afferma che se il falso in bilancio non crea effetti nocivi di qualche rilievo non merita di essere punito. Il tribunale ne ha preso atto".
Nel caso odierno invece il premier è stato assolto perché, altro aspetto della nuova legge, il falso in bilancio non è più punibile se non ci sono azioni legali intraprese dalle eventuali parti lese.
[ La Repubblica - 26/09/05 ]
Questo e' per due persone.
Ve lo meritate tutto quanto.

Muahuahuhua .. o.o
Apro il blog dopo quasi un mese che non davo un'occhiatina .. e mi domando qualcosa di veramente profondo, qualcosa che in pochi potrebbero capire quanto lo capisco io, qualcosa che solo se hai una sensibilita' fuori dal normale puoi comprendere, qualcosa che solo certe teste potrebbero domandarsi .. e cioe':
ma perche' cazzo la visualizzazione di questo blog e' tutta sbilenca? O___o
MUAH .. saluti se qualcuno si ricordasse di passar di qui. Buona Estate *_*
The Evil fears.

The Knight comes out of the Darkness.
HO SUPERATO MATEMATICA AD UN APPELLO AL QUALE MI SONO PRESENTATO SENZA STUDIARE .. E POI MI VENGONO A DIRE CHE NON C'ENTRA LA FORTUNA NEGLI ESAMI.
L'ESAME PIU' DIFFICILE SUPERATO SENZA STUDIARE .. ho un culo immenso.
Secondo l'agenzia di stampa AdnKronos, su un sito internet è stato pubblicato un messaggio di Lewis Atiyallah, sigla dietro la quale si celerebbe un esponente saudita di Al Qaeda, che minaccia direttamente l'Italia e il presidente del Consiglio. "Abbiamo un conto aperto con Berlusconi di cui non ha ancora pagato il prezzo", si legge nel messaggio sul web, che fa riferimento al rapimento dei quattro italiani. In quell'occasione, ricorda Atiyallah, tra le richieste dei rapitori "c'era quella che Berlusconi dovesse scusarsi per le sue violazioni contro i diritti dell'Islam e dei musulmani. Questo è un vecchio conto di cui Berlusconi non ha ancora pagato il prezzo".
C'e' da star tranquilli insomma .. o.o